Is Facebook really keeping forever your deleted pics?
No long discussions about what Facebook does with your pics. But keep in mind that if you have the actual link of the image you can see it even if the content *should* be restricted and even if you have deleted it. Test it by yourself: a private pic (only my Facebook friends can see it), removed from the site the 16th of February 2012. If more than a few days have passed and the link still works… ask yourself some questions.
UPDATE: The photo has been removed in less than a week (but more than 5 days). Not bad, really. No big worries for me.
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The fall short of the stock iPod app
I translated and adapted the previous post on Audium app, and posted on The Verge. here it is: http://www.theverge.com/2012/1/9/2693335/the-falls-short-of-the-stock-ipod-app
Audium, e la cattiva progettazione dell’app iPod
Ecco come si presenta l’app iPod di iOS.

Ben fatta, completa ed elegante. Ma…
Odio la disposizione dei tasti di play/avanzamento. O meglio, la loro spaziatura. Eh si, mi capita spesso di mandare avanti un brano quando invece vorrei metterlo in pausa (mi capita ancora più frequentemente quando l’iPhone è poggiato su una superficie). E se la cosa non è drammatica per le canzoni, con i podcast diventa fastidiosissimo in quanto perde il bookmark e sei costretto a ricordarti dove eri arrivato. Avendo un’apple tv inoltre quando sono a casa all’estrema destra appare il tasto di AirPlay, comprimendo ancora di più i tasti. Dalla padella alla brace insomma.
Ho risolto con quest’app, Audium, presa in offerta gratuita tra l’altro. Ecco come si presenta con lo stesso brano in esecuzione.

Ha il grande vantaggio di essere completamente “gesture-driven”, ossia nella parte bassa sono disposti tutti i vostri album à la Cover Flow (ma in 2D). Per riprodurre l’album basta un doppio tap. Il brano in riproduzione è mostrato in alto. Per controllare la riproduzione si interagisce con la miniatura dell’album. Swipes in verticale controllano il volume, in orizzontale l’avanzamento delle tracce. Doppio tap per play/pausa. Tutto qui. È vero, mancano parecchie funzioni (ad esempio il supporto alle playlist), o anche la possibilità di visualizzare gli album in ordine artista-anno album (come si può fare in iTunes su PC/MAC ma non su iOS) ma ho richiesto la feature direttamente allo sviluppatore, magari sarò accontentato.
Ah, ovviamente si integra perfettamente con i controlli del multitasking e della schermata di blocco, quindi niente problemi quando avete l’iPhone in tasca.
Per ora sta sostituendo l’app iPod, vedremo se prenderà il suo posto nel dock.
It was the best of times, it was the worst of times, it was the age of wisdom, it was the age of foolishness, it was the epoch of belief, it was the epoch of incredulity, it was the season of Light, it was the season of Darkness, it was the spring of hope, it was the winter of despair, we had everything before us, we had nothing before us, we were all going direct to heaven, we were all going direct the other way - in short, the period was so far like the present period, that some of its noisiest authorities insisted on its being received, for good or for evil, in the superlative degree of comparison only.
(Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi; eravamo tutti diretti al cielo, eravamo tutti diretti a quell’altra parte — a farla breve, gli anni erano così simili ai nostri, che alcuni i quali li conoscevano profondamente sostenevano che, in bene o in male, se ne potesse parlare soltanto al superlativo.)
— Charles Dickens - A Tale of Two Cities (Racconto di due città) - 1859rullo di pensieri 29.12.2011
Tediato. Mai sorpreso. Ripetersi che presto tutto cambierà. Ripetersi che presto questo cambierà. Come in una cantilena, una poesia, un’invocazione. Scacciare i pensieri con una creatività prefabbricata, distogliere lo sguardo dall’orrore del solito, tapparsi le orecchie dalla sinfonia del quotidiano. E ora scusate, ho un appuntamento imperdibile con la mia routine.


